Trama

La storia racconta da vicino le vicende di Zeno e Rossana calando lo spettatore nell'indolenza sentimentale sempre più comune nei rapporti di oggi. Lui metronotte e lei musicista.  Quando si trasferiscono a Roma per motivi di lavoro i due sono già in crisi, ma il cambiamento ne esaspera l'inerzia sentimentale portandoli a vivere situazioni temporali opposte. Rossana, si rinchiude dentro casa come fosse in una gabbia, mentre Zeno passa le notti immerso nel suo lavoro insieme al suo esuberante e scanzonato collega, Tom. L'amicizia con Tom ed Ela, una giovane barista straniera, rappresenta un conforto per Zeno ma provocherà anche grandi turbamenti...


Note dell'autore

L'Ultima foglia nasce dall'esigenza di raccontare una sorta di indolenza sentimentale che sempre più spesso si verifica nei rapporti. Vari fattori condizionano le coppie di oggi, primo tra tutti la precarietà del lavoro e di conseguenza l'instabilità economica. Spostamenti forzati e periodi di inattività lavorativa portano a dover rimandare decisioni importanti in attesa di condizioni più favorevoli. Tutti fattori che gravano su una convivenza già difficile di per sé.
La coppia protagonista si ritrova bloccata in una dimensione di stasi sentimentale, trasportata dagli eventi che concorrono ad esasperare la loro crisi. Nessuno è in grado di prendere una decisione, Zeno si rifugia in un'improbabile relazione, Rossana, invece, si chiude nella sua gravidanza attaccandosi alla speranza che la nuova vita possa portare un cambiamento.
I due protagonisti portano lo spettatore ad una plausibile analisi sulle vari fasi dei rapporti amorosi. Da un lato, Zeno e Rossana vivono un rapporto ormai in crisi, fatto di interminabili silenzi e di ipocriti gesti d'affetto. Dall'altro, invece, Zeno ed Ela (altro personaggio del triangolo amoroso) riscoprono l'amore con la sua più intensa passione lottando contro un tempo che sembra non bastare mai. Il tempo, appunto, è il protagonista che scandisce i due rapporti. Da un lato paralizza lo spettatore "invischiandolo" nelle interminabili giornate di Rossana, intenta ad aspettare un piccolo segno da parte di Zeno che, invece, ha livellato il suo elettrocardiogramma. Dall'altro, lo spettatore vive insieme a Zeno uno scorrere del tempo fluido e dinamico.
Lo scandire del tempo monòtono è espresso nella messa in scena, con ralenti esasperati. I salti temporali, inoltre, sono introdotti da "time lapse" (ovvero accelerazioni estreme dove un intero giorno viene velocizzato in pochi secondi) di scene metropolitane per sottolineare come lo scorrere del tempo sia soggettivo.
Stilisticamente l'uso della macchina a spalla, per l'analisi dei personaggi, è necessario per stare sempre sul soggetto inquadrato in maniera quasi morbosa. La macchina a spalla ha permesso di coglierne ogni sfumatura nello stato d'animo, imprigionando l'attore in piani il più possibile stretti. Fotograficamente un'illuminazione "claustrofobica" ha la funzione di amplificare lo stato di soffocamento dei personaggi bloccati nelle loro azioni reiterate. Dei forti controluce di giorno e dei viraggi cromatici molto decisi di notte trasportano lo spettatore in nette zone di luce o di ombra.
Questo saltellare da situazioni così estreme si sposa con l'accompagnamento musicale, dove le pause del brano sono importanti tanto quanto la stessa nota suonata. La dinamica della musica è stata fondamentale nel ricreare la dimensione onirica.
Non ci sono vie di mezzo così come il giudizio finale è nelle mani dello spettatore, che ha la responsabilità di ricostruire lo sgretolamento temporale della vicenda.


Note di produzione

Per un regista è notoriamente difficile attirare i fondi necessari alla produzione del primo lungometraggio, non avendo materiali precedenti che ne dimostrino il talento e le potenzialità commerciali. L'Ultima Foglia produttivamente nasce dalla volontà di un gruppo di persone che credono nel regista e hanno messo quindi a disposizione del progetto il proprio tempo e la propria professionalità. Questo "modello" se così si può chiamare, non è certo una novità, per esempio ha portato al grande pubblico registi come Darren Aronofsky e Robert Rodriguez. Dati i recenti tagli alla cultura, abbiamo pertanto rispolverato, con un po' di entusiasmo, il gusto di creare un buon prodotto, anche se con pochi mezzi, per il piacere di farlo e con la convinzione di trovare consensi nella sua fascia di pubblico.
Oltre alla partecipazione del cast artistico ed i membri della troupe, abbiamo raccolto altre adesioni importanti, come quella del grande Ninni Bruschetta, che ha partecipato con un cammeo, e degli artisti This Harmony, Herself, Sade Mangiaracina e Laura Lala. Queste ultime hanno composto alcuni brani appositamente per la colonna sonora del film con la collaborazione del coro di voci bianche dell'associazione "Se...sta voce".
Il film è stato girato con una Canon EOS 5D a Roma in interni ed esterni dal vero e ha ricevuto il contributo alla produzione della regione Lazio. Il talento del regista, l'esperienza degli attori, della troupe e le collaborazioni che arricchiscono notevolmente il progetto, ci rendono ottimisti nella lunga vita festivaliera del film, con delle prospettive nella distribuzione Europea nelle sale, DVD e, infine, attraverso internet. Tutto ciò è coadiuvato da una campagna promozionale che è partita prima delle riprese, attraverso la distribuzione di borse di stoffa ecologica e l'organizzazione di vari eventi promozionali di raccolta fondi.